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Trasformare il calvario della malattia in un'esperienza resiliente

CONSIGLIO

Giacomo di Falco, Psico-oncologo

Da: Giacomo di Falco, Psico-oncologo

Pubblicato 9 mese fa

"L'annuncio di una diagnosi di cancro è una dura prova che irrompe nella routine quotidiana, ma, come tutte le prove, è anche una possibile "porta" verso un'altra versione di noi stessi, una versione migliorata, rafforzata, "cresciuta".

Lavorando sulla nostra capacità di accettare la situazione, anche se all'inizio sembra inaccettabile, sarà possibile "trasformare" una prova così difficile in un'esperienza resiliente. 

Penso a una paziente, Maria, che dopo diversi mesi un giorno, durante una visita, mi disse: “Per fortuna questa malattia è entrata nella mia vita". Può sembrare incredibile, ma questa prova le aveva insegnato a non lasciarsi sopraffare dal tempo che passa e ad essere completamente disponibile per i suoi cari, cosa che prima non faceva.

La prova può essere una porta d'accesso alla comprensione di qualcosa di importante che spesso abbiamo messo da parte per la maggior parte della nostra vita. Se consideriamo possibile accettare la realtà così com'è, guadagneremo in risorse e anche in lucidità e "presenza".

Per esempio, alcuni miei pazienti mi dicono che dopo l'annuncio della malattia hanno la sensazione di vivere con una "spada di Damocle" sulla testa e si lamentano anche del fatto che non possono tornare alla loro vita precedente, che non sono più "spensierati".

C'è una potente leva per raggiungere una maggiore calma in questo calvario: capire che questa “spada di Damocle” è una realtà che ci riguarda tutti dalla nascita e che in realtà era presente molto prima dell'annuncio della malattia. 

Capire ed accettare questo significa spazzare via la paura, vivere la propria vita e considerare che in questo senso l'annuncio non ha cambiato nulla  rispetto alla nostra vita precedente.

La spensieratezza è un'illusione e volerla riconquistare è un'intenzione vana: in realtà non siamo mai spensierati. Anche i bambini, a modo loro, hanno i loro drammi, alcuni piangono a dirotto perché hanno perso un giocattolo. Anche quando si hanno vent'anni ci sono molte cose che possono turbarci. È solo quando le difficoltà sono alle nostre spalle che ci sembrano finalmente più superabili di quello che sembravano.

Cambiare le idee tossiche in pensieri virtuosi è una questione di pratica! In un certo senso, i nostri pensieri si alimentano da soli e più siamo ossessionati da un'idea tossica, come ad esempio "era meglio prima", più quest’idea entra nel nostro cervello e prende il controllo della nostra vita.

Un modo per liberarsi di tale disordine mentale è quello di concentrarsi più volte al giorno su cose sulle quali normalmente non si prenderebbe la briga di concentrarsi:  per esempio aprire la finestra e seguire il percorso di un uccello, o prestare attenzione a una formica che si arrampica sul muro o forse qualcos'altro! È meglio concentrare la nostra attenzione su eventi apparentemente insignificanti che continuare a surriscaldare il nostro cervello con una marea di pensieri tossici".

Giacomo Di Falco

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